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Il gioco d’azzardo ed il boom degli E-sports

Che gli eSports volessero fortissimamente far parlare di loro, special modo in un momento storico dove sembra che le industrie dei vari Stati coinvolti nella pandemìa soffrano di una sorta di stand-by dovuto al blocco delle attività per il problema sanitario e complice la fatica nella ripartenza delle diverse economie, sembrava evidente dal movimento rilevante che questo intrattenimento sta mettendo in campo. Sono tante le imprese che hanno investito in questo “gioco” competitivo crescendo in modo esponenziale, cosa che sta attirando l’attenzione di tanti investitori che ne vedono un futuro radioso e sopratutto redditizio. La “prova provata” che questo potrebbe essere un investimento sicuro è l’approdo in borsa di una di queste aziende, Guild Esports, che ha annunciato proprio in questi giorni appunto la quotazioni delle proprie azioni ordinarie al Segmento di quotazione standard della Borsa di Londra, dall’autunno prossimo. E che questa impresa faccia parte del “regno delle proprietà aziendali” di David Beckhamp, notissimo campione di calcio ed anche co-proprietario della nuova squadra della Mls Inter Miami Cf, è un “piccolo dettaglio”, considerando che tutto ciò che tocca questo campione “diventa commercialmente oro”.

Sarà anche il destino di Guild Esports che diventerà la prima impresa di eSports, non si tratta quindi di alcuni dei migliori siti per scommettere sul calcio, ad aderire alla Lse. D’altra parte, era evidente che questo segmento del gioco arrivasse ad interessare qualche personaggio famoso visto che la popolarità degli eSports ora ha convinto parecchi investitori a vederne un sicuro affare per il futuro e sopratutto a far rendere le relative attività attraverso i consolidati canali commerciali di solito “usati” da altri sport: quindi sponsorizzazioni, retail, merchandising, abbigliamento, trasmissioni e sopratutto tornei. Poi, inutile sottolineare che l’ingresso in Borsa fornirà a Guild Esports quella credibilità ulteriore che andrà indubbiamente a soddisfare l’ambizione di chi vi ha investito, facendolo diventare uno dei primi dieci franchise di eSports al mondo nell’arco di un triennio. Bisogna senz’altro fare i conti con un prossimo futuro proficuo per gli eSports, considerando che la loro crescita ha portato ad un interesse di pubblico addirittura maggiore di quello che segue i campionati di tennis di Winbledon, oppure il Tour de France: e per essere un “gioco dei giovani” è un grandissimo risultato.

Anche se oggi chiamarlo ancora “gioco o videogioco” appare alquanto riduttivo, considerando che sta muovendo investimenti notevoli ed attirando attenzione a livello globale, anche se forse in alcune realtà territoriali non è ancora molto ben conosciuto, come nel nostro Paese, dove si è sviluppato ma non tantissimo come forse dovrebbe. In ogni caso, la società di David Beckhamp ha programmi importanti per il prossimo futuro, programmi veramente impegnativi che la porteranno ad istituire proprie squadre per poter competere nei tornei più prestigiosi di eSports, ma anche cercando di creare una infrastruttura di formazione e di ricerca di giovani giocatori talentuosi. La ricerca si modellerà sulle esperienze sperimentate dalle squadre della Premier League nelle accademie di ricerca di giovani promettenti: è evidente che un ruolo importante lo giocherà David Beckhamp con la sua influenza globale che aiuterà a far crescere ulteriormente il marchio ed il cammino della Società, già predestinata a conseguire risultati prestigiosi con tale maestro d’ingegno, creatività e versatilità.

Non vi è ombra di dubbio che il mercato degli eSports sia destinato a continuare a crescere e, proprio per questo, Guild Esports offre a chi vorrà credere in questo “affare” l’opportunità unica di possedere un marchio che assolutamente intende creare entrate importanti derivanti dai vari interessi che la stessa società andrà ad incrementare e che verranno riutilizzati per continuare a crescere. Investire, quindi, nello stesso marchio ed espandere le attività della società: opportunità di marketing digitale, abbonamenti, tour od eventi in promozione. E non è solo questo il programma immediato ed anche “pretenzioso”, se si passa questo termine che quando si parla di “mire aziendali” dovrebbe sempre essere presente per creare i presupposti di una forte crescita: infatti, Guild prevede di mettere in campo inizialmente squadre dedicate per competere online con: Fortnite, Cs Go, Rocket League e Fifa. Così il quadro di questa impresa fortunata sembra completo e copre tutti i possibili percorsi cercando di “sfruttare” il talento di giovani giocatori che intendano mettere l’anima in tutte le iniziative che si possono concretizzare.

Per completare poi il panorama di interesse che possono suscitare gli eSports “ci piace” anche sottolineare che in queste settimane il Presidente Russo, Vladimir Putin, che è spesso presente nei vari telegiornali ed anche su alcune testate giornalistiche per svariate vicende che coinvolgono il suo Paese, dall’appoggio al Presidente bielorusso Lukashenko coinvolto in una miriade di manifestazioni contro la sua ultima elezione, all’avvelenamento di Alekesi Navalny, sino all’ultimo intervento relativo all’annuncio sul vaccino per il Coronavirus, lo si trova presente anche nel mondo degli eSports. Infatti, su di uno dei principali giornali russi, il Presidente Putin si sarebbe espresso a completo sostegno degli eSports e nell’idea di realizzare tornei di questo gioco competitivo (e sino a qui si continua a chiamarlo gioco) nelle scuole russe.

E ciò per migliorare le prestazioni dei giovani giocatori che avrebbero così modo di crescere ed affrontare meglio le competizioni internazionali. Con questo, quindi, non bisogna dimenticare che la Russia è stato uno dei primi Paesi ad avere fiducia e riconoscere ufficialmente gli eSports come disciplina sportiva. E questo sin dal 2016: ora evidentemente il Presidente Putin vorrebbe spostare l’obbiettivo e promuoverne la cultura nelle scuole come già viene effettuato per gli sport “tradizionali”. Pare che il messaggio principale che Putin vorrebbe far passare è quello di contribuire a far cambiare il modo di pensare di numerosi genitori che ancora oggi pensano che i videogiochi rappresentino “il male puro” e ciò nel 2020 sicuramente non dovrebbe più essere presente. Anche se nel nostro Paese la sensazione che si vuole trasmettere all’opinione pubblica del gioco in generale non si discosta poi tanto dal pensiero di questi genitori russi: almeno per quel che riguarda un certo schieramento politico che oggi fa parte dell’attuale Esecutivo!

25 Feb 2021

La politica potrebbe influenzare il gioco d’azzardo

Inevitabilmente, in questo mese di settembre l’Esecutivo si trova “con tanta carne al fuoco”: quindi, tante decisioni da acquisire, tanti programmi da valutare, tante strategie da studiare da ogni punto di vista, tanto carico di responsabilità. E, non da ultimo, anche fronteggiare il fuoco di fila delle critiche che non mancano mai, anche in un momento così delicato e particolare nel quale tutte le forze politiche dovrebbero, seppur apparentemente, essere unite da un unico obbiettivo: quello di far ripartire il nuovo Sistema Italia. Ma, sempre di più ci si rende conto che il “gioco al massacro” è uno degli sport preferiti dalla nostra politica, attuale ed antica, e da lì purtroppo non ci si riesce proprio a spostare. L’emergenza, poi, sembra aver acuito maggiormente quelle diversità che erano già emerse ancor prima del Coronavirus, unite alle tensioni relative alle decisioni che il Paese deve assumere per poter ripartire e togliere dalla situazione di stand by tutta la nostra industria che non può più stare “soltanto a guardare”. Così come i cittadini, anch’essi intimoriti ed esausti dalle “cose istituzionali” che non funzionano affatto.

Una per tutte, e non per mettere il dito nella piaga, la cassa integrazione che in alcuni casi (e sono tanti) è ferma al mese di marzo scorso… e siamo a settembre. Da tutta questa bella premessa cosa si può trarre, quindi? Oltre alla percezione di grande confusione, di poca trasparenza anche se quest’ultima viene sempre invocata dal Premier, la mente non può che andare al settore del gioco, compresi i siti di bonus giri gratis casino legali, unico e reale “pozzo senza fondo” al quale i nostri vari Esecutivi si “abbeverano spesso” e con tanta arsura si potrebbe aggiungere! Eh già, perché in mezzo a tutta questa confusione di sfide, di idee, di programmi quando si tratta di trovare risorse si guarda sempre al gioco pubblico per la certezza di avere introiti, subito ed anche senza tante discussioni: anche se in questo 2020 le risorse che il gioco pubblico può riversare all’Erario hanno veramente un sapore “asprigno” a meno che l’Esecutivo non faccia “un colpo di vita” e provveda, nell’immediato, al riordino nazionale del settore ed alla sua riforma fiscale. Solo facendo in questo modo si potrebbe attingere nuovamente a quel “pozzo” che è stato prosciugato senza tanti tentennamenti.

Pozzo, però, che non si è provveduto a riempire. Infatti, la latitanza di normative nazionali che sono richieste da tempo ha condannato il settore ludico ad avere “una coperta veramente corta ed anche piena di buchi” persino per arrivare a coprire le esigenze del proprio mondo: figuriamoci riversare risorse nelle casse erariali! É un pensiero assai lontano se non si concretizzano delle premesse serie e realistiche che possano far lavorare le attività ludiche nel secondo semestre in tranquillità e non lottando perennemente con le leggi regionali che non danno alcuna tregua al gioco legale, mentre quasi aiutano quello che non lo è. E poi, non finisce neppure qui: non vi è dubbio che le elezioni regionali potranno avere un ruolo di “variabilità” che inciderà sia sul futuro del Governo che su quello del mondo dei giochi. E perché? Ecco il motivo spiegato in modo semplicistico, come fa spesso chi scrive queste righe quando si “rasenta la politica” della quale poco ci si vuole occupare e disquisire.

La variabile delle elezioni è molto importante poiché un risultato positivo dell’opposizione, che viene data dai sondaggi prevalere sulla composizione dell’Esecutivo attuale, creerebbe probabilmente una sorta di “terremoto” politico che rasenterebbe la crisi di Governo anche se quest’ultima, forse, non si concretizzerà. Metterebbe, però, in discussione tutto ciò che il Premier Conte ha in mente di fare e che viene continuamente contestato dai “nemici politici”: e ciò anche se lo stesso Conte nei giorni scorsi ha “sgomberato il cielo dall’ipotesi di crisi” secondo lui non all’orizzonte e senza dubbio non auspicabile proprio per il momento complessivamente delicato che aspetta il Paese nei prossimi mesi: vi sono scadenze improrogabili, infatti, ed un “cambio della guardia” sarebbe veramente disastroso. Special modo da un punto di vista europeo: non darebbe grande supporto a tutti i programmi che si stanno studiando per far ripartire l’economia.

É sin troppo evidente che la “variabile elettorale” tenga in tensione anche il comparto dei giochi che, quasi, vede la riforma del settore avvicinarsi, considerando che se ne è parlato in più occasioni e, senza dubbio, un “cambio al timone” del Governo spazzerebbe via tutto questo roseo orizzonte: nella tornata elettorale, d’altra parte, sono coinvolti alcuni territori che con il gioco hanno un “rapporto particolare” ed anche questo mette gli addetti ai lavori in agitazione, e non potrebbe essere diversamente. E poi come dimenticarsi dei Recovery Found? Forse è già cominciata una sorta di loro rincorsa e c’è da sperare che con essi si possa guardare a qualche innovazione per il mondo del gioco che ne avrebbe assoluta necessità per ritornare ad essere la terza economia nazionale che ha contribuito così tanto alle sorti dei vecchi Esecutivi. Sperare non costa molto ed il gioco deve “attaccarsi” anche a questo per cercare di migliorare la sua posizione economica alquanto compromessa.

Il settore rappresenta un numero alquanto cospicuo di imprese legali e di altrettanti lavoratori che vi operano con impegno, ma sia imprese che lavoratori, ipocritamente, vengono sempre trascurati. In ogni caso, il Governo è già al lavoro per mettere in campo i suoi progetti che forse sarà in grado di presentare a Bruxelles a gennaio, in anticipo sulla data indicata per l’aprile 2021, ma in “ritardo” rispetto ad esempio alla Francia che pare abbia già provveduto a presentare i “suoi piani e la loro realizzazione”. C’è da sperare che nei capisaldi studiati dall’Esecutivo per la rinascita del nuovo Sistema Italia e che sono digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, formazione, salute e ricerca si possa trovare anche un “posticino” per far emergere qualche novità anche per il mercato del gioco, sopratutto in termini di riforme più che di investimenti. Può darsi che qualche anticipazione si possa trarre esaminando i risultati dell’incontro tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il Ministro dell’Economia.

25 Feb 2021

Slot machines accese solo 8 ore al giorno

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Si pensa obbiettivamente purtroppo, ed anche con la poca serenità rimasta, che l’elenco delle città che stanno emettendo ordinanze restrittive nei confronti delle attività ludiche ormai non abbia più fine. Ogni giorno, assai frequentemente in ogni caso, si legge di Comuni, casino online ed Amministrazioni che vanno contro il gioco pubblico ed a favore del proprio territorio e della salute dei propri cittadini. Così si emettono normative e regolamenti differenziati per fermare questo fenomeno del gioco che “secondo le amministrazioni comunali” si sta “impossessando come un demone” della nostra bella Penisola. Quindi, ecco che si deve aggiungere al famoso elenco, anche la città di Santa Margherita Ligure (provincia di Genova) che si accoda a tutte le altre realtà che già si sono spiegate contro le apparecchiature da intrattenimento, riducendone il funzionamento.

Santa Margherita, così,permette l’accensione delle slot e delle ticket redemption per otto ore al giorno e cioè dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 e questo vale per tutti i giorni, festivi compresi. Questo sostanzialmente è il “cuore” dell’ordinanza appena firmata da Paolo Donadoni, Sindaco di Santa Margherita Ligure a pochi giorni dalla modifica del regolamento comunale emesso per le sale da gioco e giochi leciti, messo ai voti e passato all’unanimità dal Consiglio Comunale.

Il Sindaco precisa che anche questa ridente cittadina della riviera ligure non è immune dal fenomeno del gioco d’azzardo, dei migliori casino online legali e dalle conseguenze che il suo abuso porta ad alcuni soggetti che non sanno approcciare questo intrattenimento con responsabilità ed arrivano ad essere coinvolti dal gioco problematico. Il fenomeno del gioco, quindi, è in espansione e legato indubbiamente al gioco lecito, ma a parte la legalità del gioco, sembra che questo stia portando troppe persone verso il disagio e si pensa con l’ordinanza “restrittiva” di contenere la compulsività dei giocatori e di aiutarli a limitare le giocate. Ovviamente, sottolinea ancora il Sindaco, tutto questo viene fatto non contro il gioco, ma a salvaguardia della salute dei cittadini più deboli.

Molto soddisfatti di questa “ordinanza restrittiva” sono gli attivisti del M5S della città che sono compiaciuti che Santa Margherita Ligure sia il primo Comune del comprensorio, terzo in tutta la Liguria, ad adottare provvedimenti reali e concreti per la lotta contro la dipendenza del gioco d’azzardo ed al giocare nei casino online. Naturalmente, l’impegno dei Cinque Stelle è noto a tutti e si sa che il Movimento è assolutamente contro il gioco, ed a tutto ciò che vi gravita attorno: quindi, è comprensibile la loro soddisfazione a seguito di questo intervento del Comune nei confronti delle attività ludiche che, secondo loro, non dovrebbero proprio esistere! Ovviamente, l’auspicio è che questo “braccio di ferro” continui nel tempo, sopratutto nell’ambito della prevenzione del fenomeno in tutte le fasce di età e,n aturalmente, nei confronti dei più deboli, sensibili ed influenzabili, facili “preda” del demone del gioco.

Il Movimento Cinque Stelle, che si è occupato anche di casino online affidabili e della possibilità di giocare nei migliori siti di poker, desidera anche sottolineare che il tavolo di lavoro sulle conseguenze del gioco problematico “è arrivato al cuore” dell’Amministrazione Comunale di Santa Margherita Ligure che si è attivata, assolutamente in modo celere, ed è intervenuta in tempi piuttosto brevi arrivando a degli ottimi risultati, non da ultimo la emissione di questa ordinanza restrittiva degli orari degli apparecchi da intrattenimento.

28 Ott 2016

Ricorso alle apparecchiature di gioco d’azzardo

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Sapar, che si occupa anche dei casino online più sicuri, ce la sta mettendo tutta per tutelare i suoi assistiti relativamente alle ordinanze restrittive emesse nei confronti delle attività ludiche della Penisola e sta cercando di aiutare, in ogni modo, gli operatori del gioco. Ha persino presentato un ricorso al Tar della Lombardia a favore degli operatori del Comune di Cremona per il regolamento emesso nei confronti delle sale da gioco che ospitano l’azzardo lecito e l’installazione degli apparecchi da intrattenimento. Regolamento approvato ed emesso nello scorso marzo 2016. Però il Tar ha dichiarato inammissibile questo ricorso presentato da Sapar in quanto questo “ente è titolare di legittimazione ed interesse solo per proteggere i suoi propri interessi, non riconducibili come regola a quelli dei singoli, o ad una mera somma degli stessi”.

Sapar, Associazione Nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative come i siti di casino online legali, con la sua istanza al Tar aveva contestato il regolamento emesso dal Comune di Cremona poiché sembrava emanato, sempre a parere della stessa Sapar, senza basarsi su documenti scientifici in prima analisi, e poi anche perché non sarebbe stata dimostrata “l’utilità” delle prescrizioni che fissano la durata massima consentita per l’apertura delle sale da gioco in sole otto ore giornaliere. Queste restrizioni sarebbero addirittura controproducenti ed adottate, sopratutto, senza valutare l’attuale situazione della città di Cremona. Come se non bastasse, l’associazione configurerebbe nell’emissione del regolamento e delle relative ordinanz,e un “eccesso di potere per irragionevolezza della relativa previsione” che consentirebbe contro la legge di installare apparecchi senza vincita in danaro connessi ad internet, che potrebbero essere utilizzati anche come strumenti di gioco. Questo è più o meno il contenuto di questo “ricorso” al Tar Lombardia da parte di Sapar.

Sapar “ha fatto i conti senza l’oste”! Infatti il Tar, che molte sentenza ha dato anche sui casino online migliori in italia, ritiene che per proporre un ricorso è necessario avere la titolarità di una specifica situazione giuridica in ordine ad un determinato bene della vita, situazione completamente diversa da quella della generalità dei consociati: nel caso di un accoglimento se ne ricaverebbe una utilità altrettanto specifica. Il Tar sottolinea che dalla lettura del regolamento si evince che riguarda gli orari ed i luoghi dove si può giocare e questo interessa il rapporto fra il cittadino-giocatore e l’esercente, generalmente il titolare del bar o della sala da gioco, che offre la possibilità di giocare. Il regolamento si disinteressa delle modalità con le quali l’esercente stesso si procura gli apparecchi.

D’altra parte non si può disconoscere l’attività di Sapar, che si occupa anche di casino online, che raggruppa chi non ha alcun diretto rapporto con i giocatori, ma fornisce solamente i relativi apparecchi agli esercenti perché siano messi a disposizione del pubblico. Quindi, né Sapar, né il singolo suo associato ricavano pregiudizio diretto dal regolamento che è stato impugnato. Ovviamente contrario il parere di Sapar che asserisce che, invece, il pregiudizio esiste e si concretizzerebbe con la contrazione del mercato indotta secondo logica da ogni normativa sfavorevole al mondo del gioco d’azzardo. Posto quanto espresso, è anche agevole constatare che tale pregiudizio rappresenta proprio uno svantaggio economico a “carattere indiretto e generico” della specie che consente solo la più limitata tutela dell’intervento nelle cause “proposte da soggetti pienamente legittimati”.

28 Ott 2016

I giocatori d’azzardo sono in calo in italia

Al seminario “C’è gioco e gioco”, incontro intervenuto al Circolo della Stampa di Milano, era presente tra gli altri l’Associazione Sapar da sempre attenta al tema delle soluzioni per contrastare il gioco d’azzardo patologico, mentre in quest’occasione è spiccata l’assenza dell’Amministrazione dei Monopoli dello Stato e questo ha destato… qualche perplessità in quanto potevano essere sviscerate problematiche di interesse per il mondo del gioco d’azzardo alla presenza di più parti interessate. Si stanno portando a termine ricerche e studi sul settore che danno risultati sufficientemente positivi e che confortano le iniziative già intraprese contro il Gap e che spingono ad intervenire su tutte le forme di gioco, senza creare demonizzazioni di alcuni comparti piuttosto che di altri.

Il risultato che più conforta è il sapere che gli sforzi che si sono adoperati per la prevenzione del gioco patologico in realtà stanno ottenendo risultati interessanti: negli ultimi tre anni vi è stata una battuta d’arresto nell’abitudine al gioco sia per quanto riguarda i minorenni che i maggiorenni ed il calo riguarda sopratutto i cosiddetti giocatori a rischio, quindi quelli problematici. Secondo le stime dei ricercatori del Cnr in Italia 15milioni di persone tra i 15 ed i 64 anni nel corso del 2013 hanno giocato almeno una volta: di queste il 5% è composta da giocatori che possono definirsi “problematici”. Nel 2010-2011 erano 19milioni le persone che avevano giocato almeno una volta, e di queste il 6% aveva un profilo problematico: quindi gli interventi di educazione al gioco attivati hanno avuto i loro effetti.

12 Ago 2014

Le sale di gioco d’azzardo in italia

Il Tar del Lazio motivando “La liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali non si applica alle case da gioco autorizzate ai sensi dell’art.88 del Tulps”, ha respinto il ricorso presentato da un gestore di due sale Bingo di Milano contro il Comune di Milano che aveva negato il “protrarsi dell’orario di esercizio delle sale indicate, in deroga alle prescrizioni di licenza originariamente imposte, che prevedevano la loro cessazione alle ore 02,00”. L’esercente con varie istanze aveva chiesto più volte alla Questura di Milano di essere autorizzato a protrarre l’orario di esercizio delle proprie attività, ricevendo sempre la stessa risposta negativa con l’invito ad inoltrare le richieste al Comune territorialmente competente: a nulla sono valsi successivi reclami dell’esercente che aveva invocato, invece, la competenza della Questura. La richiesta era dettata dal fatto di adeguare il proprio orario di chiusura delle proprie attività a quello di altri esercizi dello stesso genere ubicati in zone limitrofe che invece applicavano orari differenti.

Il Tar del Lazio ha espresso il suo parere motivando che la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali non si applica alle case da gioco autorizzate ai sensi dell’art.88 Tulps; le ragioni giustificatrici della sottoposizione al regime dell’autorizzazione di Polizia ed ai connessi controlli è notoriamente quello di tutelare la sicurezza, l’incolumità e la moralità pubbliche. Quanto rilevato dalla Questura di Milano con le note contestate all’esercente con le quali è stato osservato che avrebbe dovuto essere il Comune di Milano ad esprimersi in ordine alle istanze tese ad ottenere la protrazione dell’orario di esercizio delle sale da gioco gestite dall’esercente ricorrente è quindi esatto.

29 Mar 2014

Il cambiamento del gioco d’azzardo online

Il Presidente dell’esecutivo, Enrico Letta, alla fine del 2013 aveva annunciato un intervento del Governo al fine di stilare un piano di azione specifico nel settore del mondo del gioco d’azzardo: quindi, un cambiamento ci sarà, bisognerà vedere se con miglioramenti effettivi o peggioramenti (il che ci sembra oltre modo impossibile). Il 2014 si presenta come un anno di svolta per il gioco pubblico e “qualsiasi cosa” verrà fatta sarà meglio dello stato “di stand by” in cui l’intero comparto del gioco lecito si trova in questo preciso momento, ivi compreso lo “stato di salute” di tutti gli operatori di mercato…. che non sanno veramente più a che “santo votarsi” data la assenza di iniziative ed una chiara programmazione da parte del nostro Governo che hanno pervaso tutto il 2013! Il settore del gioco è fermo, immobile in attesa di una soluzione che possa “dipanare” questa annosa matassa che non ha portato nulla di buono se non un messaggio che arriva inesorabile ai cittadini: ove c’è gioco d’azzardo esiste disagio sociale dilagante….

Chiaramente il cambiamento auspicato porterà sicurezza, certezza e programmazione nel futuro economico del settore poiché ora gli operatori e le imprese del gioco legale non sanno se e come si potranno comportare nel territorio dove hanno iniziato e finanziato le loro attività: devono sapere se la loro attività continuerà oppure se le Amministrazioni e gli Enti locali decideranno che non è più possibile: il cambiamento che il “gioco” desidera è la chiarezza. Solo con questo elemento sarà “buona vita” per tutti, imprenditori, consumatori, Erario. Chi deve capire capisca.

22 Gen 2014

Il gioco d’azzardo legale in emilia romagna

Più volte, recentemente, abbiamo asserito che i dati relativi al gioco d’azzardo non rispecchiano realmente l’effettiva situazione che investe il nostro territorio: a volte “passano informazioni” non veritiere che hanno il solo scopo di allarmare i cittadini e far prendere iniziative “ostative” nei confronti delle attività del gioco già esistenti o da iniziare.

As.Tro, associazione ben nota nel mondo del gioco legale, afferma che la legge regionale dell’Emilia Romagna è il primo ed unico vero progetto concretizzato per analizzare realmente l’impatto del settore del gioco lecito sul territorio e per “svelare” ai cittadini un’obbiettiva e concreta risposta dalla quale poi partire per eventuali futuri interventi necessari per migliorare le normative già in essere o per proporne eventualmente di diverse.

Il progetto della legge regionale dell’Emilia Romagna ha preso le distanze da tutte quelle ideologie benpensanti di tante altre Regioni, sopratutto della Liguria, ed ha adottato tre importanti prese di posizione: primo la tutela del territorio e dei propri cittadini che implica una seria e dettagliata opera di monitoraggio ed acquisizione di dati, secondo l’approccio con un’industria, come quella del gioco lecito, che è legale ed autorizzata e quindi va “rispettata” come qualsiasi altra industria e bilanciamento tra interessi economici degli operatori e pubbliche necessità, terzo l’affermazione di un orientamento dell’Assemblea Regionale nei confronti dell’attuale normativa nazionale. Queste tre semplici prese di posizione denotano obiettività, equilibrio, responsabilità, cultura economica: chissà se qualche altra Regione si vorrà accodare ed essere semplicemente più obiettiva nei confronti del gioco, quello legale ovviamente.

06 Dic 2013

Il gioco della slot machine e la corte dei conti

La terza sezione d’Appello della Corte dei Conti non ha accettato la richiesta di sanatoria agevolata al 20% proposta ai sei concessionari delle slot machine la cui vicenda ha tenuto impegnato il settore del gioco d’azzardo in quanto i relativi risultati erano di “ingente interesse finanziario” e quindi la soluzione attesa dalla Corte teneva tutti gli operatori interessati con il fiato sospeso: la Corte dei Conti ha ritenuto che la percentuale del 30% comminata inizialmente ai concessionari fosse la quota dovuta e quindi ha ribadito la medesima percentuale come unica soluzione alla definizione del procedimento in corso a fronte delle ammende comminate. Quindi nelle motivazioni del decreto emesso si specifica che i sei concessionari dovranno integrare la somma dovuta allo Stato entro il 15 novembre prossimo, pena il decadimento della sanatoria ed il proseguimento del normale giudizio di appello.

Gli operatori hanno due strade da poter seguire: la prima versare altri 116,5 milioni di euro ad integrazione delle somme versate e quindi a chiusura del procedimento, oppure potranno richiedere al Mefla la restituzione delle somme già accantonate oppure lasciare le somme depositate sul conto in attesa della sentenza di appello. Ovviamente i concessionari speravano di avere accesso alla soluzione con il 20% proposta dal Governo, ove invece la Corte dei Conti ravvede in tale proposta “palesi storture” e l’unica finalità di “fare cassa”: sempre secondo la Corte tale proposta al 20% poteva essere accettata solo se vi fosse stata una colpa meno grave. Si mettano quindi il cuore in pace gli operatori e prendano atto che si è “ritornati alle origini” e l’ammontare del dovuto allo Stato è quello inizialmente proposto del 30% con buona pace del nostro Erario.

26 Nov 2013

Sisal casino online ed i suoi giochi d’azzardo legali

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02 Ott 2013