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Il gioco d’azzardo ed il boom degli E-sports

Che gli eSports volessero fortissimamente far parlare di loro, special modo in un momento storico dove sembra che le industrie dei vari Stati coinvolti nella pandemìa soffrano di una sorta di stand-by dovuto al blocco delle attività per il problema sanitario e complice la fatica nella ripartenza delle diverse economie, sembrava evidente dal movimento rilevante che questo intrattenimento sta mettendo in campo. Sono tante le imprese che hanno investito in questo “gioco” competitivo crescendo in modo esponenziale, cosa che sta attirando l’attenzione di tanti investitori che ne vedono un futuro radioso e sopratutto redditizio. La “prova provata” che questo potrebbe essere un investimento sicuro è l’approdo in borsa di una di queste aziende, Guild Esports, che ha annunciato proprio in questi giorni appunto la quotazioni delle proprie azioni ordinarie al Segmento di quotazione standard della Borsa di Londra, dall’autunno prossimo. E che questa impresa faccia parte del “regno delle proprietà aziendali” di David Beckhamp, notissimo campione di calcio ed anche co-proprietario della nuova squadra della Mls Inter Miami Cf, è un “piccolo dettaglio”, considerando che tutto ciò che tocca questo campione “diventa commercialmente oro”.

Sarà anche il destino di Guild Esports che diventerà la prima impresa di eSports, non si tratta quindi di alcuni dei migliori siti per scommettere sul calcio, ad aderire alla Lse. D’altra parte, era evidente che questo segmento del gioco arrivasse ad interessare qualche personaggio famoso visto che la popolarità degli eSports ora ha convinto parecchi investitori a vederne un sicuro affare per il futuro e sopratutto a far rendere le relative attività attraverso i consolidati canali commerciali di solito “usati” da altri sport: quindi sponsorizzazioni, retail, merchandising, abbigliamento, trasmissioni e sopratutto tornei. Poi, inutile sottolineare che l’ingresso in Borsa fornirà a Guild Esports quella credibilità ulteriore che andrà indubbiamente a soddisfare l’ambizione di chi vi ha investito, facendolo diventare uno dei primi dieci franchise di eSports al mondo nell’arco di un triennio. Bisogna senz’altro fare i conti con un prossimo futuro proficuo per gli eSports, considerando che la loro crescita ha portato ad un interesse di pubblico addirittura maggiore di quello che segue i campionati di tennis di Winbledon, oppure il Tour de France: e per essere un “gioco dei giovani” è un grandissimo risultato.

Anche se oggi chiamarlo ancora “gioco o videogioco” appare alquanto riduttivo, considerando che sta muovendo investimenti notevoli ed attirando attenzione a livello globale, anche se forse in alcune realtà territoriali non è ancora molto ben conosciuto, come nel nostro Paese, dove si è sviluppato ma non tantissimo come forse dovrebbe. In ogni caso, la società di David Beckhamp ha programmi importanti per il prossimo futuro, programmi veramente impegnativi che la porteranno ad istituire proprie squadre per poter competere nei tornei più prestigiosi di eSports, ma anche cercando di creare una infrastruttura di formazione e di ricerca di giovani giocatori talentuosi. La ricerca si modellerà sulle esperienze sperimentate dalle squadre della Premier League nelle accademie di ricerca di giovani promettenti: è evidente che un ruolo importante lo giocherà David Beckhamp con la sua influenza globale che aiuterà a far crescere ulteriormente il marchio ed il cammino della Società, già predestinata a conseguire risultati prestigiosi con tale maestro d’ingegno, creatività e versatilità.

Non vi è ombra di dubbio che il mercato degli eSports sia destinato a continuare a crescere e, proprio per questo, Guild Esports offre a chi vorrà credere in questo “affare” l’opportunità unica di possedere un marchio che assolutamente intende creare entrate importanti derivanti dai vari interessi che la stessa società andrà ad incrementare e che verranno riutilizzati per continuare a crescere. Investire, quindi, nello stesso marchio ed espandere le attività della società: opportunità di marketing digitale, abbonamenti, tour od eventi in promozione. E non è solo questo il programma immediato ed anche “pretenzioso”, se si passa questo termine che quando si parla di “mire aziendali” dovrebbe sempre essere presente per creare i presupposti di una forte crescita: infatti, Guild prevede di mettere in campo inizialmente squadre dedicate per competere online con: Fortnite, Cs Go, Rocket League e Fifa. Così il quadro di questa impresa fortunata sembra completo e copre tutti i possibili percorsi cercando di “sfruttare” il talento di giovani giocatori che intendano mettere l’anima in tutte le iniziative che si possono concretizzare.

Per completare poi il panorama di interesse che possono suscitare gli eSports “ci piace” anche sottolineare che in queste settimane il Presidente Russo, Vladimir Putin, che è spesso presente nei vari telegiornali ed anche su alcune testate giornalistiche per svariate vicende che coinvolgono il suo Paese, dall’appoggio al Presidente bielorusso Lukashenko coinvolto in una miriade di manifestazioni contro la sua ultima elezione, all’avvelenamento di Alekesi Navalny, sino all’ultimo intervento relativo all’annuncio sul vaccino per il Coronavirus, lo si trova presente anche nel mondo degli eSports. Infatti, su di uno dei principali giornali russi, il Presidente Putin si sarebbe espresso a completo sostegno degli eSports e nell’idea di realizzare tornei di questo gioco competitivo (e sino a qui si continua a chiamarlo gioco) nelle scuole russe.

E ciò per migliorare le prestazioni dei giovani giocatori che avrebbero così modo di crescere ed affrontare meglio le competizioni internazionali. Con questo, quindi, non bisogna dimenticare che la Russia è stato uno dei primi Paesi ad avere fiducia e riconoscere ufficialmente gli eSports come disciplina sportiva. E questo sin dal 2016: ora evidentemente il Presidente Putin vorrebbe spostare l’obbiettivo e promuoverne la cultura nelle scuole come già viene effettuato per gli sport “tradizionali”. Pare che il messaggio principale che Putin vorrebbe far passare è quello di contribuire a far cambiare il modo di pensare di numerosi genitori che ancora oggi pensano che i videogiochi rappresentino “il male puro” e ciò nel 2020 sicuramente non dovrebbe più essere presente. Anche se nel nostro Paese la sensazione che si vuole trasmettere all’opinione pubblica del gioco in generale non si discosta poi tanto dal pensiero di questi genitori russi: almeno per quel che riguarda un certo schieramento politico che oggi fa parte dell’attuale Esecutivo!

25 Feb 2021

La politica potrebbe influenzare il gioco d’azzardo

Inevitabilmente, in questo mese di settembre l’Esecutivo si trova “con tanta carne al fuoco”: quindi, tante decisioni da acquisire, tanti programmi da valutare, tante strategie da studiare da ogni punto di vista, tanto carico di responsabilità. E, non da ultimo, anche fronteggiare il fuoco di fila delle critiche che non mancano mai, anche in un momento così delicato e particolare nel quale tutte le forze politiche dovrebbero, seppur apparentemente, essere unite da un unico obbiettivo: quello di far ripartire il nuovo Sistema Italia. Ma, sempre di più ci si rende conto che il “gioco al massacro” è uno degli sport preferiti dalla nostra politica, attuale ed antica, e da lì purtroppo non ci si riesce proprio a spostare. L’emergenza, poi, sembra aver acuito maggiormente quelle diversità che erano già emerse ancor prima del Coronavirus, unite alle tensioni relative alle decisioni che il Paese deve assumere per poter ripartire e togliere dalla situazione di stand by tutta la nostra industria che non può più stare “soltanto a guardare”. Così come i cittadini, anch’essi intimoriti ed esausti dalle “cose istituzionali” che non funzionano affatto.

Una per tutte, e non per mettere il dito nella piaga, la cassa integrazione che in alcuni casi (e sono tanti) è ferma al mese di marzo scorso… e siamo a settembre. Da tutta questa bella premessa cosa si può trarre, quindi? Oltre alla percezione di grande confusione, di poca trasparenza anche se quest’ultima viene sempre invocata dal Premier, la mente non può che andare al settore del gioco, compresi i siti di bonus giri gratis casino legali, unico e reale “pozzo senza fondo” al quale i nostri vari Esecutivi si “abbeverano spesso” e con tanta arsura si potrebbe aggiungere! Eh già, perché in mezzo a tutta questa confusione di sfide, di idee, di programmi quando si tratta di trovare risorse si guarda sempre al gioco pubblico per la certezza di avere introiti, subito ed anche senza tante discussioni: anche se in questo 2020 le risorse che il gioco pubblico può riversare all’Erario hanno veramente un sapore “asprigno” a meno che l’Esecutivo non faccia “un colpo di vita” e provveda, nell’immediato, al riordino nazionale del settore ed alla sua riforma fiscale. Solo facendo in questo modo si potrebbe attingere nuovamente a quel “pozzo” che è stato prosciugato senza tanti tentennamenti.

Pozzo, però, che non si è provveduto a riempire. Infatti, la latitanza di normative nazionali che sono richieste da tempo ha condannato il settore ludico ad avere “una coperta veramente corta ed anche piena di buchi” persino per arrivare a coprire le esigenze del proprio mondo: figuriamoci riversare risorse nelle casse erariali! É un pensiero assai lontano se non si concretizzano delle premesse serie e realistiche che possano far lavorare le attività ludiche nel secondo semestre in tranquillità e non lottando perennemente con le leggi regionali che non danno alcuna tregua al gioco legale, mentre quasi aiutano quello che non lo è. E poi, non finisce neppure qui: non vi è dubbio che le elezioni regionali potranno avere un ruolo di “variabilità” che inciderà sia sul futuro del Governo che su quello del mondo dei giochi. E perché? Ecco il motivo spiegato in modo semplicistico, come fa spesso chi scrive queste righe quando si “rasenta la politica” della quale poco ci si vuole occupare e disquisire.

La variabile delle elezioni è molto importante poiché un risultato positivo dell’opposizione, che viene data dai sondaggi prevalere sulla composizione dell’Esecutivo attuale, creerebbe probabilmente una sorta di “terremoto” politico che rasenterebbe la crisi di Governo anche se quest’ultima, forse, non si concretizzerà. Metterebbe, però, in discussione tutto ciò che il Premier Conte ha in mente di fare e che viene continuamente contestato dai “nemici politici”: e ciò anche se lo stesso Conte nei giorni scorsi ha “sgomberato il cielo dall’ipotesi di crisi” secondo lui non all’orizzonte e senza dubbio non auspicabile proprio per il momento complessivamente delicato che aspetta il Paese nei prossimi mesi: vi sono scadenze improrogabili, infatti, ed un “cambio della guardia” sarebbe veramente disastroso. Special modo da un punto di vista europeo: non darebbe grande supporto a tutti i programmi che si stanno studiando per far ripartire l’economia.

É sin troppo evidente che la “variabile elettorale” tenga in tensione anche il comparto dei giochi che, quasi, vede la riforma del settore avvicinarsi, considerando che se ne è parlato in più occasioni e, senza dubbio, un “cambio al timone” del Governo spazzerebbe via tutto questo roseo orizzonte: nella tornata elettorale, d’altra parte, sono coinvolti alcuni territori che con il gioco hanno un “rapporto particolare” ed anche questo mette gli addetti ai lavori in agitazione, e non potrebbe essere diversamente. E poi come dimenticarsi dei Recovery Found? Forse è già cominciata una sorta di loro rincorsa e c’è da sperare che con essi si possa guardare a qualche innovazione per il mondo del gioco che ne avrebbe assoluta necessità per ritornare ad essere la terza economia nazionale che ha contribuito così tanto alle sorti dei vecchi Esecutivi. Sperare non costa molto ed il gioco deve “attaccarsi” anche a questo per cercare di migliorare la sua posizione economica alquanto compromessa.

Il settore rappresenta un numero alquanto cospicuo di imprese legali e di altrettanti lavoratori che vi operano con impegno, ma sia imprese che lavoratori, ipocritamente, vengono sempre trascurati. In ogni caso, il Governo è già al lavoro per mettere in campo i suoi progetti che forse sarà in grado di presentare a Bruxelles a gennaio, in anticipo sulla data indicata per l’aprile 2021, ma in “ritardo” rispetto ad esempio alla Francia che pare abbia già provveduto a presentare i “suoi piani e la loro realizzazione”. C’è da sperare che nei capisaldi studiati dall’Esecutivo per la rinascita del nuovo Sistema Italia e che sono digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, formazione, salute e ricerca si possa trovare anche un “posticino” per far emergere qualche novità anche per il mercato del gioco, sopratutto in termini di riforme più che di investimenti. Può darsi che qualche anticipazione si possa trarre esaminando i risultati dell’incontro tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il Ministro dell’Economia.

25 Feb 2021