Il gioco della slot machine e la corte dei conti

La terza sezione d’Appello della Corte dei Conti non ha accettato la richiesta di sanatoria agevolata al 20% proposta ai sei concessionari delle slot machine la cui vicenda ha tenuto impegnato il settore del gioco d’azzardo in quanto i relativi risultati erano di “ingente interesse finanziario” e quindi la soluzione attesa dalla Corte teneva tutti gli operatori interessati con il fiato sospeso: la Corte dei Conti ha ritenuto che la percentuale del 30% comminata inizialmente ai concessionari fosse la quota dovuta e quindi ha ribadito la medesima percentuale come unica soluzione alla definizione del procedimento in corso a fronte delle ammende comminate. Quindi nelle motivazioni del decreto emesso si specifica che i sei concessionari dovranno integrare la somma dovuta allo Stato entro il 15 novembre prossimo, pena il decadimento della sanatoria ed il proseguimento del normale giudizio di appello.

Gli operatori hanno due strade da poter seguire: la prima versare altri 116,5 milioni di euro ad integrazione delle somme versate e quindi a chiusura del procedimento, oppure potranno richiedere al Mefla la restituzione delle somme già accantonate oppure lasciare le somme depositate sul conto in attesa della sentenza di appello. Ovviamente i concessionari speravano di avere accesso alla soluzione con il 20% proposta dal Governo, ove invece la Corte dei Conti ravvede in tale proposta “palesi storture” e l’unica finalità di “fare cassa”: sempre secondo la Corte tale proposta al 20% poteva essere accettata solo se vi fosse stata una colpa meno grave. Si mettano quindi il cuore in pace gli operatori e prendano atto che si è “ritornati alle origini” e l’ammontare del dovuto allo Stato è quello inizialmente proposto del 30% con buona pace del nostro Erario.