Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /home/content/02/11866902/html/index.php:2) in /home/content/02/11866902/html/wp-content/themes/visitpress/functions.php on line 360
La politica potrebbe influenzare il gioco d'azzardo

La politica potrebbe influenzare il gioco d’azzardo

Inevitabilmente, in questo mese di settembre l’Esecutivo si trova “con tanta carne al fuoco”: quindi, tante decisioni da acquisire, tanti programmi da valutare, tante strategie da studiare da ogni punto di vista, tanto carico di responsabilità. E, non da ultimo, anche fronteggiare il fuoco di fila delle critiche che non mancano mai, anche in un momento così delicato e particolare nel quale tutte le forze politiche dovrebbero, seppur apparentemente, essere unite da un unico obbiettivo: quello di far ripartire il nuovo Sistema Italia. Ma, sempre di più ci si rende conto che il “gioco al massacro” è uno degli sport preferiti dalla nostra politica, attuale ed antica, e da lì purtroppo non ci si riesce proprio a spostare. L’emergenza, poi, sembra aver acuito maggiormente quelle diversità che erano già emerse ancor prima del Coronavirus, unite alle tensioni relative alle decisioni che il Paese deve assumere per poter ripartire e togliere dalla situazione di stand by tutta la nostra industria che non può più stare “soltanto a guardare”. Così come i cittadini, anch’essi intimoriti ed esausti dalle “cose istituzionali” che non funzionano affatto.

Una per tutte, e non per mettere il dito nella piaga, la cassa integrazione che in alcuni casi (e sono tanti) è ferma al mese di marzo scorso… e siamo a settembre. Da tutta questa bella premessa cosa si può trarre, quindi? Oltre alla percezione di grande confusione, di poca trasparenza anche se quest’ultima viene sempre invocata dal Premier, la mente non può che andare al settore del gioco, compresi i siti di bonus giri gratis casino legali, unico e reale “pozzo senza fondo” al quale i nostri vari Esecutivi si “abbeverano spesso” e con tanta arsura si potrebbe aggiungere! Eh già, perché in mezzo a tutta questa confusione di sfide, di idee, di programmi quando si tratta di trovare risorse si guarda sempre al gioco pubblico per la certezza di avere introiti, subito ed anche senza tante discussioni: anche se in questo 2020 le risorse che il gioco pubblico può riversare all’Erario hanno veramente un sapore “asprigno” a meno che l’Esecutivo non faccia “un colpo di vita” e provveda, nell’immediato, al riordino nazionale del settore ed alla sua riforma fiscale. Solo facendo in questo modo si potrebbe attingere nuovamente a quel “pozzo” che è stato prosciugato senza tanti tentennamenti.

Pozzo, però, che non si è provveduto a riempire. Infatti, la latitanza di normative nazionali che sono richieste da tempo ha condannato il settore ludico ad avere “una coperta veramente corta ed anche piena di buchi” persino per arrivare a coprire le esigenze del proprio mondo: figuriamoci riversare risorse nelle casse erariali! É un pensiero assai lontano se non si concretizzano delle premesse serie e realistiche che possano far lavorare le attività ludiche nel secondo semestre in tranquillità e non lottando perennemente con le leggi regionali che non danno alcuna tregua al gioco legale, mentre quasi aiutano quello che non lo è. E poi, non finisce neppure qui: non vi è dubbio che le elezioni regionali potranno avere un ruolo di “variabilità” che inciderà sia sul futuro del Governo che su quello del mondo dei giochi. E perché? Ecco il motivo spiegato in modo semplicistico, come fa spesso chi scrive queste righe quando si “rasenta la politica” della quale poco ci si vuole occupare e disquisire.

La variabile delle elezioni è molto importante poiché un risultato positivo dell’opposizione, che viene data dai sondaggi prevalere sulla composizione dell’Esecutivo attuale, creerebbe probabilmente una sorta di “terremoto” politico che rasenterebbe la crisi di Governo anche se quest’ultima, forse, non si concretizzerà. Metterebbe, però, in discussione tutto ciò che il Premier Conte ha in mente di fare e che viene continuamente contestato dai “nemici politici”: e ciò anche se lo stesso Conte nei giorni scorsi ha “sgomberato il cielo dall’ipotesi di crisi” secondo lui non all’orizzonte e senza dubbio non auspicabile proprio per il momento complessivamente delicato che aspetta il Paese nei prossimi mesi: vi sono scadenze improrogabili, infatti, ed un “cambio della guardia” sarebbe veramente disastroso. Special modo da un punto di vista europeo: non darebbe grande supporto a tutti i programmi che si stanno studiando per far ripartire l’economia.

É sin troppo evidente che la “variabile elettorale” tenga in tensione anche il comparto dei giochi che, quasi, vede la riforma del settore avvicinarsi, considerando che se ne è parlato in più occasioni e, senza dubbio, un “cambio al timone” del Governo spazzerebbe via tutto questo roseo orizzonte: nella tornata elettorale, d’altra parte, sono coinvolti alcuni territori che con il gioco hanno un “rapporto particolare” ed anche questo mette gli addetti ai lavori in agitazione, e non potrebbe essere diversamente. E poi come dimenticarsi dei Recovery Found? Forse è già cominciata una sorta di loro rincorsa e c’è da sperare che con essi si possa guardare a qualche innovazione per il mondo del gioco che ne avrebbe assoluta necessità per ritornare ad essere la terza economia nazionale che ha contribuito così tanto alle sorti dei vecchi Esecutivi. Sperare non costa molto ed il gioco deve “attaccarsi” anche a questo per cercare di migliorare la sua posizione economica alquanto compromessa.

Il settore rappresenta un numero alquanto cospicuo di imprese legali e di altrettanti lavoratori che vi operano con impegno, ma sia imprese che lavoratori, ipocritamente, vengono sempre trascurati. In ogni caso, il Governo è già al lavoro per mettere in campo i suoi progetti che forse sarà in grado di presentare a Bruxelles a gennaio, in anticipo sulla data indicata per l’aprile 2021, ma in “ritardo” rispetto ad esempio alla Francia che pare abbia già provveduto a presentare i “suoi piani e la loro realizzazione”. C’è da sperare che nei capisaldi studiati dall’Esecutivo per la rinascita del nuovo Sistema Italia e che sono digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, formazione, salute e ricerca si possa trovare anche un “posticino” per far emergere qualche novità anche per il mercato del gioco, sopratutto in termini di riforme più che di investimenti. Può darsi che qualche anticipazione si possa trarre esaminando i risultati dell’incontro tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed il Ministro dell’Economia.