Le sale di gioco d’azzardo in italia

Il Tar del Lazio motivando “La liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali non si applica alle case da gioco autorizzate ai sensi dell’art.88 del Tulps”, ha respinto il ricorso presentato da un gestore di due sale Bingo di Milano contro il Comune di Milano che aveva negato il “protrarsi dell’orario di esercizio delle sale indicate, in deroga alle prescrizioni di licenza originariamente imposte, che prevedevano la loro cessazione alle ore 02,00”. L’esercente con varie istanze aveva chiesto più volte alla Questura di Milano di essere autorizzato a protrarre l’orario di esercizio delle proprie attività, ricevendo sempre la stessa risposta negativa con l’invito ad inoltrare le richieste al Comune territorialmente competente: a nulla sono valsi successivi reclami dell’esercente che aveva invocato, invece, la competenza della Questura. La richiesta era dettata dal fatto di adeguare il proprio orario di chiusura delle proprie attività a quello di altri esercizi dello stesso genere ubicati in zone limitrofe che invece applicavano orari differenti.

Il Tar del Lazio ha espresso il suo parere motivando che la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali non si applica alle case da gioco autorizzate ai sensi dell’art.88 Tulps; le ragioni giustificatrici della sottoposizione al regime dell’autorizzazione di Polizia ed ai connessi controlli è notoriamente quello di tutelare la sicurezza, l’incolumità e la moralità pubbliche. Quanto rilevato dalla Questura di Milano con le note contestate all’esercente con le quali è stato osservato che avrebbe dovuto essere il Comune di Milano ad esprimersi in ordine alle istanze tese ad ottenere la protrazione dell’orario di esercizio delle sale da gioco gestite dall’esercente ricorrente è quindi esatto.